buffa persona z

[the aim of literature is the creation of a strange object covered with fur which breaks your heart. d.b.]

lunedì, maggio 25, 2009 

[01:16]

senza premeditazione, come viene: poi torno con la progettualità, co' grandi progetti: con fors'anche confessioni, 1 [e dai]

ovvero

l'uomo col filo a piombo nella testa

agitato, inquieto: irrequieto. Vago per i corridoj della scuola senza posa, le mani nerastre e macchiate e odorose di limatura d'argento, l'acido o la pece nel naso, la lingua e le labbra punteggiate di colori perché ho scoperto che umettando la punta de' pastelli acquerellabili riesco a produrre un tratto profondissimo e reale, del quale non posso più fare a meno. Solo due tre mesi fa - si stava dissipando il freddo, il freddo prima delle pioggie - solo due o tre mesi fa vagavo ancora per i corridoj, sì, ma ascoltavo Spheres dei Pestilence ed ero greve et ponderoso, scolare, e mi stavo solidificando non so nemmeno io in cosa, in che forma: meno divertente, comunque - meno lapilli, meno sobbollimenti, tipo; stavo incamerando, credo, e Spheres era perfetto. Ora invece è domenica; sono inquieto irrequieto e tutto il resto, con le improvvise mollezze e i silenzi e lontani e verdi orizzonti negli occhi e pensieri dei più illogici; dopo tre ore di sperimentazione estrema giù nella cantina alchemica, co' pacchettini di carta con le varie leghe, sudatissimo e sfiancato dalle fusioni e dal laminatojo, le bestemmie, gli appunti: un taglio bizzarro su un dito, spellature, botte sulle mani.

In cantiere - oh, sì, è cantiere di nuovo: épperò questo è argomento per altri momenti; ma sto distillando canoni lessicali, movenze e dialoghi, e ciò vi sia di rassicurazione. In cantiere il ruspista chiede a Defender of the Faith V di bluetooth e navigatori da connettere a' cellulari, e l'effetto è straniante come quando il mio fruttarolo cingalese parla di Paul Klee e del suo uso del colore.

Improvvisamente sono le cinque: di mattina, di un giovedì-birretta-dopo-scuola finito male, malissimo. Professore dei Mosaici Curiosi S è apparso all'una; si beveva, e all'improvviso, dalla panca - lui; io in piedi. invece, con le orecchie un po' in tutti i livelli di conversazione che avevo attorno - dalla panca dal nulla mi ha detto Io penso che tu abbia la cultura per cominciare un discorso di GIOIELLO CONTEMPORANEO. Per tre ore poi, a sprazzi ma con steadiness, abbiamo parlato di GIOIELLO CONTEMPORANEO, e di me, e di me in relazione a GIOIELLO CONTEMPORANEO. E ogni volta che dicevo qualcosa di giusto, cioè qualcosa che Professore dei Mosaici Curiosi S si aspettava che io dicessi, Professore dei Mosaici Curiosi S diceva Un'altra grappa!, e siccome ultimamente mi capita molto spesso di dire cose giuste, improvvisamente sono arrivate le cinque di mattina: io sbronzo sono salito sulla bici per partire alla volta di casa [un'ora e quaranta di sonno, vestito; poi: il cantiere]. Professore dei Mosaici Curiosi S mi ha detto al volo Fammi vedere poi quello che riesci a fare, di quella cosa*. Io mi sono fermato - le grappe non del tutto - mi sono fermato e gli ho detto Ma sì dai, se mi riesce ti porto-

Professore dei Mosaici Curiosi S: no se ti riesce: io voglio vedere le prove. Le percentuali, gli appunti. Le osservazioni.

Cfr. quindi sopra: le mani, le spellature; quaranta gradi e passa nella cantina alchemica il sabato e la domenica pomeriggio, i fenomeni curiosi; e quella riuscita improvvisa non'appena abbandonati la ragione et il metodo scientifico, non'appena entrato nel Reame del Caso: e quindi temo irreplicabile.

Poi ho pensato - talmente tanto che si può considerare scritto - poi, quindi, ho scritto un post d'emozione che, a riassumerglielo, Ex-Responsabile della Ricognizione V sabato notte ha detto Oh!, davvero stupita. Lo posterò, non lo posterò: e già queste cinque parole, lo-posterò-non-lo-posterò, lo rivestono di tutta una patina di meta-pippologia, pensieri circolari, bu-bu-bu, ba-ba-ba, eccetera.

* è un segreto

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