buffa persona z

[the aim of literature is the creation of a strange object covered with fur which breaks your heart. d.b.]

giovedì, aprile 30, 2009 

[01:26]

~1~

dicevo a qualcuno, in un qualche momento dell'estate – o della tarda primavera? - in altopiano, dicevo La Germania, sì. E perché non più a lungo, di qualche giorno di sbronze e musei?, perché ho un desiderio d'ordine: di cose che funzionino, sempre. Di servizi. Di trasporti notturni. Eh sì certo, mi si rispondeva, i tedeschi sono bravi, per queste cose. Io annuivo; giocattolavo con le chiavi della macchina, e stavo per tornare in pianura. Solamente che – diceva poi la mia interlocutrice – i crucchi sono freddi.

- beh, può darsi, ma-

- e non ti sanno fare un cappuccino.

Esatto, il cappuccino. Il metro di valutazione delle società evolute, cfr. O. Spengler, Il tramonto dell'Occidente, 1922. Un cappuccino malfatto, l'argumentum ad captandum sufficiente a convincermi: non serve altro. Proprio il cappuccino, poi: a me che il cappuccino fa stracagarissimo, nella vita reale: figuriamoci quindi fuori, via - via da 'sto paese, co' pensieri d'un futuro diverso, radioso.

posted by bpz | | commenti (3)

mercoledì, aprile 29, 2009 

[01:22]

perché non si pensi che
buffa persona z
abbia passato l'inverno e quest'abbrivio di primavera a fissar cupo le
CREPE SUL SOFFITTO
o perlomeno,
- la verità è che -
il lungo, sistematico e NON CREATIVO scrutamento delle sunnominate crepe
non gli ha grazieaddìo impedito di essere anche
l'EUROBIGHELLONE
che appunto il vostro
è stato in questi mesi, praticandone l'arte con le consuete
* curiosità *
* modestia *
* rocàmbola *
che lo contraddistinguono all'interno
di questo [in]degnissimo Consorzio Civile

~°~

- non lasciandosi per sua e vostra fortuna annullare -
nella ripetuta, scientifica, DEPRIMENTE
osservazione delle crepe
 [di cui sopra]

[e vi rassicuri il fatto che questa non resterà l'ennesima mia promessa da marinajo: perché le numerose parti de L'EUROBIGHELLONE le ho già scritte, ah!, oggi in biblioteca]

posted by bpz | | commenti

domenica, aprile 26, 2009 

[23:33]

Domenica, metà mattina - questa mattina; aereoporto di Londra Stansted. Sono in coda per pagare la colazione; sono mimetizzato da cittadino-del-mondo dietro al piattone con il bacon e la salsiccia e le mezze fette di pane imburrate - ma non le uova strapazzate, che han sempre pare un colore pallidìno; rispondo a' commessi e cassieri col mio artificioso inglese quasi-vittoriano. Tornare en Italie sta diventando sempre più difficile. Una giovane madre di famiglia, giusto avanti a me nella coda, chiede un sandwich with prosciùtt còtt [sic.]. Nel duemilaenove: l'alea di parole troncate, ancora. Io pieno di cura sposto alla mia sinistra lungo il piano scorrevole il mio vassojo, afferro la giovane madre per le spalle e in un attimo siamo al di là del bancone, le sto premendo una guancia sulla piastra rovente con la paletta per voltare il bacon e urlo Va all'inferno, andate ALL'INFERNO TUTTI QUANTI. E finirete nel mio blog, merde!

[davvero, ogni volta il tornare a casa si fa sempre più complicato]

posted by bpz | | commenti

mercoledì, aprile 22, 2009 

[14:20]

un po' di live feed!

[pausa tramezzino e ombra in pieno centro, in tarda mattinata; voci alle spalle: basse di volume, leggermente trascinate]

- [...] cinquantacinque euro.

- cinquantacinque, sì.

- per i rifiuti. Ma io non la pago: non li ho. Ho provato a chiedere all'assistente sociale. Mi ha detto che non mi può aiutare.

- è il primo anno che non la paghi?

- sì

- ah beh, allora-

- sì. No: è il primo anno che la pago. Varda tì: prima co' stavo con mia moglie e mio figlio, non me la facevano pagare. Adesso che so' da solo, me la vogliono far pagare. Ma io non la pago. Tanto: cosa vuoi che mi fanno? Mica mi tolgono il bidone delle scoasse, no?

- eh sì, invece.

- [sconsolato] oh, no.

posted by bpz | | commenti

mercoledì, aprile 15, 2009 

[20:21]

quindi seduti sotto un pòrtego dopo aver caricato al quarto piano una lavatrice dentro un ascensore lungo e largo quanto la lavatrice stessa, con l'Uomo di Bianchetti e Dottorati A poco convinto nello scavalcarla - la lavatrice caricata - prima di spedirla sola-solétta verso l'ammezzato; eravamo sotto il pòrtego seduti a un tavolétto microscopico davvero, ingombro di giornali gratuiti, bevevamo uno sprizzetto e parlavamo di libri e altre facezie e ci raccontavamo aneddoti aggiornandoci, e le pietre delle città risplendean' del fottuto clima caldo-primaverile: il clima che mollifica i sogni più importanti e le forze di volontà, che fiacca i buoni propositi, e che confonde le direzioni della vita in paludi di birrette e spritz e ragazze scamiciantisi da guardare di lontano, di tra'l fremore di alberi lussuriosissimi e bla bla bla. Poi un tizio pancione esce a mezzo dall'osteria, si ferma tra gli stipiti e rivolgendosi all'interno agli amici dice Buonaserata, e che'l signore ve tègna el mas-cio in buona salute: che xé el mejo augurio che se poe fare!*

* [che il signore vi mantenga in buona salute il majale: che è l'augurio migliore che si può fare.]

posted by bpz | | commenti (3)

venerdì, aprile 10, 2009 

[01:45]

siamo in un bar del periferico a fare due ciaccole e berci una birra; oppure siamo fuori dalla porta-sul-retro della scuola, a fare due ciaccole e fumare una sigaretta: tempi confusi, ultimamente, e una qualche difficoltà a piazzare bene le cose nel loro giusto ordine, mentre le rigiro in continuazione nella testa e lascio sfumare via anche il modestissimo buon-proposito di tener breve, vaga traccia di quello che combino nel quadernetto nero. Comunque; ho appena resocontato tutto un acta timidamente seductoria che ebbe a che fare con ex-colleghe dai capelli neri lisci e cappottini bianchi e stivali di pelle marrone [maledizione] e wine-bar nojosétti gestiti da donne magre e snob, sommeliere di-questo-cazzo dove io!, fine, sistematico e consapevole etilista venni appunto una volta deriso perché chiesi un pastis, un pernod: od insomma un anisétto: e nemmeno l'avean'!, 'ste stronze. [Ma ci si fa portare ne' peggio posti, spesso, ohimè: perché imbambolati e remissivi, fottuti cappottini bianchi: ma pur sempre essa è esperienza].

Acché lapìdea come un cippo confinario butto là la conclusione, E comunque non se ne fece niente*, continuando a preferire a me, lei, un vero collega, alto e co' capelli e con la barca ormeggiata a poca distanza;

buffa persona z: potessi almeno vantarmi come orafo contemporaneo; farebbe più effetto.

Quello Di Terza Che Mi Chiama Barba N**: ma tu lo sei, orafo contemporaneo.

buffa persona z: ma vah-

Quello Di Terza Che Mi Chiama Barba N: non lavori l'argento, i metalli preziosi?

buffa persona z: beh, sì.

Quello Di Terza Che Mi Chiama Barba N: e non sei vivente ora, nel duemilaenove?

buffa persona z: certo.

Quello Di Terza Che Mi Chiama Barba N: e allora!, sei orafo contemporaneo.

La fanno tutti così semplice!, [occhiolino].

[ma nel frattempo - vi rassicuro - nel frattempo ammassando, assorbendo, scomponendo, cambiando d'ordine e disposizione, rimirando da distante co' mani sporche, stanche e segnate di piccoli tagli, abrasioni e urti]

* poetico trasporre in resoconto.

** nome provvisorio.

posted by bpz | | commenti (2)
adopt your own virtual pet!