buffa persona z

[the aim of literature is the creation of a strange object covered with fur which breaks your heart. d.b.]

sabato, novembre 29, 2008 

[00:41]

[...] non resta quindi che gutturare il più spesso possibile i Rage, per tentare di venirne fuori con onore, per quanto possibile: anche quando è mattina e stai andando a lavoro con il Più Grande Sonno Mai Provato Da Mesi, pedalando co' buchi in quei cazzo di adorabili nerissimi guanti di lana delle bancarelle alternative, con un freddo diaccio veramente per-pochi, e le palle degli occhi che ti si gelano dopo aver lacrimato fuori quanto possibile. A lavoro conviene invece mettere su gli auricolari in selezionati momenti della giornata, e ascoltare Brahms. Dopo che ho letto materiale del più variato, in internet, per un'ora circa, tra il foglio di word pieno di frasi in libertà della prima gettata e la redazione quasi-finale di quello che devo scrivere c'è un momento - uno solo, impalpabile - in cui le cose sono scritte e disposte col quasi mio più natural' stile. Subito però questo evàne, si dilegua.

[una collega sta parlando col menagerio maximo del mio ufficio, -passato la serata a guardare un film che non mi ricordo neanche il titolo, c'era questo tizio che l'unica cosa che fa è correggere testi, poi ad un certo punto va dagli alcolisti anonimi perché-

buffa persona z: corregge testi. Alcolisti anonimi. Mi dice qualcosa.]

A scuola anche conviene in certi momenti isolarsi, ma in genere va bene un random-play-all a basso volume. Si deve tentare di non gutturare, per non esporsi al ridicolo: e tamburellare il meno possibile, per non danneggiar lavori di pastello o inficiare ritmo di seghetto [ed evitar'anco che auricolari péncolino troppo vicini a' fiamma, od a bollitor di decapante].

E mentre ancora con le palle degli occhi faccettate dal freddo pedalo verso casa, la sera dopo scuola, zigzagando a causa di Enough is enough, penso al quasi-stupore con cui Mia Nuova Insegnante Preferita P ha accolto il mio primo ricopiar-dal-vero del testone lifesized del David, a penna biro così è meglio ch'io non sbagli - oh!, la mia turbata insicurezza - stupendosi appunto della naturalità elastica e bezieresca della resa dei capelli. E in bici ponderavo, nel mio timore d'indeiscenza*: sicuro del fatto che comunque posso projettare una mole d'amore in ogni linea, in ogni incisione, in ogni parola e [dita permettendo] in ogni nota, basta che mi degni di mettermici. 

* dei frutti che giunti a maturità non s'apron' per lasciare uscire il loro contenuto**

** è un concetto a cui sono tanto legato

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lunedì, novembre 17, 2008 

[00:50]

[...] e nonostante si scalpiti oramai per andare da quale parte - ancora indecisa - a mangiare, c'è un continuo attardarsi in capannelli, noci e bottoni attaccati improvvisi, prolungamenti di conversazione; ed io decido di andare in bagno, per cui entro nel Bar-in-Piazza di Fiducia. Vado al banco, chiedo le chiavi a Cameriera dei Fughetti, raggiungo la porta del bagno, la apro, ci entro, mi chiudo dentro, mingo, esco: e per tutto questo tempo posso ascoltare uno pseudo-dialogo portentoso, e cioè Barman Narcolettico M che da dietro il banco dice al telefono Esatto, al Bar-in-Piazza di Fiducia, esatto: c'è una persona che non se ne vuole andare, non riesco a mandarla via, se potete venire, eccetera; mentre un uomo di mezza età, sfatto e con in mano una feluca da goliarda, al di qua del bancone e al telefonino dice cose tipo Non mi fanno uscire, e non mi hanno servito, sì, qui in questo bar, esatto, in piazza-

E quando restituisco le chiavi è in corso un vero dialogo - deposti i telefoni - tra Barman Narcolettico M e il goliarda maturo: e non si guardano mai in faccia: il goliarda maturo guarda il bancone, oppure un suo compare goliarda più giovane che gli dà del lei e tenta con molto tatto di farlo ragionare; Barman Narcolettico M guarda una linea di fuga molto alta sopra le bottiglie dei liquori, con posa quasi filosofica, mentre si dicono cose come

- perché non si offendono così i clienti.

- ènnò, è lei che ha cominciato a offendere, quando io-

e considerazioni svariate su una grappa doppia: richiesta, ma mai servita---

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venerdì, novembre 14, 2008 

[08:41]

mai più mai più, MAI PIU' concorsi di scrittura, online, per blog, con altri bloggers, basta - basta: perlamordiddìo basta così. Fatemelo promettere, tenetemi d'occhio.

[mapperò quanti ricordi, centonando e poi sagomando - scendendo con una certa foga e ritardo dai più di ottomila della selezione iniziale ai duemila caratteri richiesti, un'ora prima della consegna:]

[e alle una e venti di notte è il mio turno di subire la lettura dei tarocchi: beneagurante usanza in casa d'amici, attorno ai primi giorni dell'anno. Ne risulta un turbinìo di bastonate, ovunque, sempre: attuali, nel passato prossimo, previste. Nei sentimenti. Ed io, al centro di questa ridda legnosa e pulverolenta. Ad un certo punto esce l'Asso di Bastoni, nella figurazione Rider-Waite: una nuvola nel cielo grigioide - ma una nuvola più simile allo zaffo di una scoreggia, verticale - dalla quale esce una mano enorme - a confrontarla con gli alberétti e la collina disegnati sotto: una mano enorme che brandisce un bastone ve-ra-mente no-té-vo-le.]

Ah ma io infine l'ho capito, che non te ne frega un cazzo - sìssì: UN CAZZO.

[e in queste giornate uggiose provi un indistinto, impreciso sentimento; un oscuro desiderio di Cose che funzionino, di una barba meno aleatoria, di aperitivi più solidi - ora! Di riff più enigmatici, malignamente articolati. Lenzuola più pulite, e un letto più affollato. Un desiderio sottile di città straniere, di un clima più salubre, più sole: oppure di pioggia: di pioggia vera, battente, onnipresente; o di bruma assoluta, e di triste nostalgica spossante uggia: ma più uggia, e meglio definita. Un desiderio di eleganza [circostante, e non estetica] e di assenza di malagrazia. Il desiderio di una Vita Migliore, di un Mondo Migliore, e di font più caratteristici - ma che non perdano in leggibilità, ugualmente.]

Ma ti voglio bene lo stesso, più o meno, nonostante m'inquieti quando mi appari alle spalle - facile, apparirvi, mentre sono avvolto da inascoltabile brutal metal, e tamburello da tutte le parti con le matite, e mi ingarbuglio nei cavetti degli auricolari. Guardi con dubbio o sospetto qualunque cosa io stia disegnando-dal-vero, e valuti il mio iperrealismo ingenuo: linee di abbozzo leggerissime su tutto il foglio, e dieci centimetri quadri dove si concentrano milioni di segni, sui quali continuo a ritornare magneticamente, insoddisfatto.

[stando al linguaggio del corpo avrei invece di che ritenermi fortunato, baciato da buoni auspici, in quanto le ragazze cui pretendo, sempre - parlandomi - sempre han le mani tra’ capelli, turbinando ciocche al limite della tricotillomanìa; avvolgendo e svolgendo ricci o, addirittura, portandone interi fasci alla bocca, come fai tu, per mia somma confusione, e turbagione.]

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domenica, novembre 09, 2008 

[23:43]

[mercoledì. Son giorni turbinosi, qua dentro: e come fare?, come fare?]

e graziaddìo che nel corso della mattina - la mattina del giorno la cui sera l'avrei passata avvolto dall'orrido e caldo sentimento d'esser l'ultima merda del mondo - per una serie di motivi coincidenti, sui quali non mi dilungo; la mattina già prodromando, e torcendomisi d'ansia segmenti precisi dei visceri, inaspettato e accidenti quanto necessario mi arriva un messaggio di Mio Batterista Elettronico P, il quale mi dice Venga a sparare qualche fucilata ai conigli nella Garenna, per distrarsi un po'*; facendomi così, per un attimo, sognare, di libertà---

* M.me Bovary

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lunedì, novembre 03, 2008 

[00:34]

[Lucca, nota dai comics]

[appena arrivo nell'Area degli Autoprodotti Uomo di Bianchetti e Dottorati A insistendo mi circuisce a iscrivermi alla battaglia-dei-fumetti, che è praticamente un improvvisare a vignette alterne contro un altro fumettaro, estratto a sorte di tra gli iscritti. Questo, mentre un tizio col microfono - oltre a metter fretta, perché il tutto si svolge a-tempo; questo mentre il tizio col microfono irradia pseudo-slogan sulla figata che è l'Area degli Autoprodotti. Precedente il sorteggio delle coppie duellanti è il disegno del personaggio che ci si propone d'usar nella tenzone; io e Uomo di Bianchetti e Dottorati A siamo appena tornati da un casolino mediamente distante - ondate di folla, numerosi colli-di-bottiglia - dove abbiam comprato birre. 

Sloganista Con Microfono AB: Perché solo nell'area degli autoprodotti c'è il VERO STILE!

buffa persona z [sconsolato]: oh no: ho bagnato tutto il foglio di birra.]

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