buffa persona z [the aim of literature is the creation of a strange object covered with fur which breaks your heart. d.b.] |
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sssh!: con quiete [e se tornasse l'insicurezza - se tornasse silente, a inchiavardarmi al suolo le caviglie - quelle fisiche, quelle metaforiche? Se mi colpisse dove più riverso Amore, dove con amorose ossimoriche martellate modello, porto in bolla, correggo? Dove con lima sempre adeguata - tonda mezzatonda piatta triangolare o quadrata, a seconda - dove con adeguata lima frango asperità e imprecisioni, e riporto l'uniformità virtuosa? Già intanto m'è scivolata dentro l'indecisione. Mi faccio un sacco di domande, in questi giorni. Tento di tirar fuori dalla memoria la collocazione di una frase illuminante. Torno a casa tardi, dopo il lavoro - dopo prolungamenti. Nonostante il ritardo è necessario ch'io mi cambi; metto magliette e felpe sovrapposte, serve tutto il tepore protettivo della incrollabile fede metallica. Dopo la scuola, pedalando, gùtturo o sbèrego gli Haunted - più minacciosi per il raschìo dei dieci trascorsi giorni di mal-di-gola. Solo nella mia camera sono al sicuro dalle ominose minacce. Mi addormento irresponsabilmente troppo tardi, tra le coperte in disordine, abbracciato al Vitiello - il manuale di oreficeria-] posted by bpz | | commenti (4)
[nota a riguardo del momento fortemente discendente del mio ciclo di maladìa così il mio corpiciattolo è comunque nella notte squassato dalla tosse, anzi ne è scoassato: un po' come dall'inglese thrashed, che vuol sì dire tipo fustigare o agitare nell'aria come una frusta, ma in parte falsamente suona, e in parte consequenzialmente richiama proprio l'idea dell'essere ridotti in monnezza, cioè in scoasse, cioè dell'essere, appunto, scoassati. Dalla tosse.] posted by bpz | | commenti
[tutti credon'io non ascolti] [...] ziocàn vivo da due settimane un susseguirsi rotazionale di maladìe, il raffreddore poi il mal di gola poi la febbriciattola con tossetta e poi mezza giornata di chill out e quasi-normalizzazione e poi ricominciare dal raffredore, perché il mio ufficio comporta un clima paludoso, da primi strati della torbiera; c'è proliferare sicuro di viràlia e non si posson'aprir finestre, perchè la sovrappopolazione fa sì che qualcuno senz'altro abbia a prendersi spifferi sul collo, e siccome aria de fessura porta aea sepoltura, si sta chiusi dentro, e picche: e tutto il divertimento che si può ricavare dalla calura è limitato alle mie battute sul coltivare, in ufficio, gli ortaggi fuori-stagione, i quali fuori-stagione forse nemmeno lo sarebbero, in questa cripto-estate del cazzo. Tutto questo per dire che altro non posso fare, a causa della stanchezza, se non lasciarvi con un par d'aneddoti scolareschi, ambedue raccolti nell'aula di Materia A. uno! Seconda Maria della Ciaccola, la Bionda: [...] e ti consiglio questa, come micromina. L'ho comprata quando insegnavo, e ancora mi dura. buffa persona z [si sfila gli auricolari, e si volta]: ma dai, c'erano le micromine già nel settecento? due! Ore 22:12 circa; tutti chini sui tavoli da disegno. Prima Maria della Ciaccola a.k.a. La Vèccia per Eccellenza si gira, ad un certo punto, dalla prima fila verso il resto della classe; guarda un po' tutti al di sopra degli occhiali, e Prima Maria della Ciaccola a.k.a. La Vèccia per Eccellenza [a tutti, o a nessuno]: perché invece di penalizzare sempre queste ore di Materia A, che è tardi e siamo stanchi, non alterniamo, visto che abbiamo due giorni alla settimana, e un giorno facciamo prima Materia A e poi Materia B, e l'altro giorno, prima Materia B e poi Materia A? buffa persona z [si sfila gli auricolari, e si volta]: ma l'orario, veramente, è già così. Tutti [però assentendo]: ... Prima Maria della Ciaccola a.k.a. La Vèccia per Eccellenza: ah. [Segue brontolìo tra sè] Ma perché penalizzare, io dicevo - insomma- posted by bpz | | commenti
[un breve riassunto, pt.3: mi pagano per scrivere] [...] si trepida in fine per sapere come va col nuovo lavoro: già!, il nuovo lavoro. Dove per un credo complesso concorrer' di fiducia, veggenza e intuizione il mio tramite - verso il lavoro, appunto - nonché collega mi ha promosso sul campo al grado, titolo, o mansione di copy. Ho passato i primi sette giorni di questo nuovo lavoro a scrivere: con word davanti e una pagina di sinonimi-e-contrari, la treccani e la wikipedia a portata di alt-tab. Ho praticato diversi compiti, dalla meccanica sottotitolazione, allo scrivere racconti di una cartella su esperienze turistiche, accattivanti e in prima persona [sic.] Mi chiedo dove sta l'inculone, e quando arriverà: sotto quale masso si appiatta, pronto a colpire- posted by bpz | | commenti (2)
[interludio, l'hostarie de Padua: addenda] Entra l'Etilique Savant. Professore Che Spesso Fuma G: lui, è uno dei miei tre compari. Una volta siamo andati a vedere il rugby a Treviso. E sapete per tornare a Padova, quanti chilometri abbiamo fatto? Centocinquanta*. Tutti: ... Professore Che Spesso Fuma G: e non perché abbiamo sbagliato strada. * due volte e mezza la distanza effettiva posted by bpz | | commenti
[interludio, l'hostarie de Padua] [...] per una serie di motivi inriassumibili - ma che hanno a che fare con scuola, Professore Che Spesso Fuma G, ed essere senza bici - per una serie di motivi sono le una e mezza di notte, la serranda è abbassata a mezzo, io sono fuori di casa da diciotto ore e sto disponendo i pezzi neri sulla scacchiera. Uno dei miei cavalli manca, per cui l'abbiamo sostituito con una delle due castagne matte preventive che mi porto in scarsella. Giochiamo, Professore dei Mosaici Curiosi S ed io. Ad un certo punto riesco a projettare la mia regina sei caselle avanti, nel cuore della nuvola di pezzi di Professore dei Mosaici Curiosi S, scombinandogli i piani e confondendomi le idee. Dal tavolo affianco si alzano - stavano giocando a briscola da un'ora abbondante, indiavolati - e si sgranchiscono in giro. L'Etilique Savant si approssima a noi scacchisti con un bicchiere globulare quasi-vuoto in mano; pondera la scacchiera per una decina di secondi e mi fa Ma dove vutto 'ndare; a xè mejo che te pénsi a'la rivincita. Due mosse dopo subisco un primo dannosissimo scacco. Poi perdo. posted by bpz | | commenti
[un breve riassunto, pt.2] La scuola anche, continua, va bene - grazie!; la scuola procede senza intoppi, con qualche momento di due-maroni - inevitabile, vi assicuro - e i soliti imbizzimenti delle mie compagne di corso, Le Tre Marie della Ciaccola, ed altre pure, più sporadiche. Soprattutto, si ripetono i fenomeni di quello che già entro il primo mese del primo anno avevo definito il mèta-silenzio. Cioè, quando durante un raro momento di assenza-di-ciaccolìo - che normalmente tende invece a saturare ogni piano dello spettro sonoro - da qualche parte dell'aula di disegno professionale - di solito, all'altezza del tavolo luminoso - la Prima Maria della Ciaccola a.k.a. La Vèccia per Eccellenza butta là un Senti che bel silenzio che c'è, gongolante, e distruttivo. posted by bpz | | commenti (3)
[un breve riassunto, pt.1] le 03:44 - ovvero, èran le 03:44 quando abbiamo buttato l'occhio all'ora, appena imboccata via Belzoni; comunque: qualcosa dopo le 03:44, solo, lascio i pedali, e gòdo della leggere pendenza dell'incrocio dell'ex macello. Scivolo verso casa. Poco dopo sono in camera, infreddolito e un po' sbronzo. Mentre scatenavo le bici, mezz'ora prima e dall'altra parte della città, ho sentito The Digital Eye K, nel bujo del giardino sotto la casa della festa, dire una serie di cose tipo Accidenti, non mi sono ubriacato abbastanza. L'ansia del nuovo lavoro, i primi giorni; sono trascorse alcune notti intorbidite da un lieve raffreddore - quanta parte era d'esso psicosomatica, risultava difficile a stabilirsi. Guardavo verso il soffitto in penombra, percependo con chiarezza l'eccesso di liquidi nel corpo: le lacrimétte agli angoli degli occhi, muco abbondante nel naso, qualcosa in fondo alla gola; una specie di improvvisa amarezza, dentro, segno che le gocce potenti stura-nasi avevano svolto la loro funzione. Sul comodino ho un libro di cinquecento-e-passa pagine, di grande formato e scritte fitte: affascinante, a modo suo; ma dopo una cinquantina di pagine alcuni termini, alcune espressioni hanno preso a ripetersi con troppa frequenza - con frequenza quasi offensiva - impoverendo un po' tutto il resto. Chiudo il libro attorno al segnalibro, e spengo la luce; pondero il ruolo del lessico, penosamente.
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