buffa persona z [the aim of literature is the creation of a strange object covered with fur which breaks your heart. d.b.] |
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[quale futuro - è stato un pensiero istantaneo e razzelante - quale futuro posso percepire, quindi, nel momento in cui l'unica giovine di bel fisico, e scollatura, dell'intero mio corposo gruppo di turisti pugliesi mi si è avvicinata e, avviticciata al braccio del partner - camicia nera slim a maniche corte o polo rosa, a seconda del clima; medio-addome estroflesso e protervo - mi si è avvcinata e, guardando dal Ponte degli Alpini [Bassano-del-Grappa], in direzione nord, l'imbocco silvano della val-di-Brenta: da qui, orgoglioso nero-pennuto cuore della rimembranza guerresca, mi ha chiesto: Ma quei monti lì: sono gli Appennini, no? Sono le alpi Cozie, le ho risposto.] posted by bpz | | commenti (3)
[i miei occhi sono prismi caleidoscopici] [...] la maglietta di una ragazza che passa, bianca, con la silhouette di una papera-standard [di gomma da vasca da bagno], e la scritta What the duck?, in rosso. E una donna d'una trentacinquina d'anni che con un innaffiatojo versa acqua dentro un mezzo tronco di tubo dipinto di verde, infisso a terra e apparentemente collegato alla struttura di assicelle di legno che tiene su un alberello in crescita - e questa era idraulica semplice!; questa donna in gonna lunga e borselletta a tracolla tiene la mano libera contro il tronco dell'albero, e continua a versarci acqua: ed esteriormente sembra ci stia mettendo molto amore, e pazienza; e quando ho finito con la dovuta calma di bere il mio negroni - sono conosciuto come'un long distance drinker, un bevitore quieto ma costante - quando ho finito di bere questa donna è ancora lì, che parlotta con un tizio e continua a versare acqua, e alla fine raddrizza l'innaffiatojo e s'allontana dall'albero in direzione, tipo, del ponte dei Pugni; a poca distanza si volta ancora verso l'albero, e gli schiocca un'occhiata, invidiabile, di VERO AMORE. [...] posted by bpz | | commenti
zupa schnell!, mi dice la domenica mattina la televisione tedesca. Annuisco, ed esco nell'afa: trascinandomi dietro i miei ospiti, per musei enormi e sfiancanti, unici momenti vivi nella città immobile - eccezion fatta che per i giardini-della-birra. [il cielo è un'infinita lente blu monocroma, lungo la quale si accumula la violenza del sole: i concentrati raggi magnificamente assolvono al compito di bruciarci il cervello, nel sòfego del pomeriggio. Toccata una specie di terra promessa - i giardini-della-birra, l'ordine funzionale e un po' spartano, i poli di GIOIELLO CONTEMPORANEO - mi ritrovo ancora confuso, seppure [a parole, o pensieri] più determinato, e puntato nonostante l'obnubilamento solare verso un'indeterminatezza un-pelo più densa e raccolta. A Venezia oggi, poi, ho finito di zoppicare] torno a casa con meno voglia e meno fretta del solito, nell'accumulìo delle pile di libri che riducono fin quasi all'annullamento la superficie calpestabile della mia stanza; ne urto una, con violenza, e mi pianto l'angolo più acuto di una squadra trenta-sessanta in metallo sul fianco della caviglia; quando guardo giù, ci sono gli sprizzi sul parquet, arteriosi, rossissimi e brillanti. Scivolicchio verso il bagno, incredulo. Fa caldissimo, è irrespirabile. Mi tampono la caviglia con la carta igienica, sotto il getto d'acqua del lavandino; irroro di alcool denaturato, dopodiché resta un foro molto preciso, rettangolare - come ci si aspetta dalla sezione dall'angolo più acuto di una squadra eccetera - che si quieterà completamente solo la mattina successiva. [le persone sono incastrate in un senso delle cose, in un senso delle parole, in un senso del romantico precostituiti, banali, terribili. Poi, dànno a me del non-romantico.] infine prima di partire, mentre ciondolavo per l'aereoporto con Pynchon in mano, la saccoccia a tracolla, e - ancora - sotto al sole magnificato dalla struttura di vetro, o plastiche, della sala d'attesa, scrivevo sulla prima pagina di uno pseudo-quadernetto giallo e striminzito Che cerchiamo, noi, il Bello, il nobile ed il meritorio nei diguazzi putridi e ammorbanti del reale attorno, pur lavorando comunque ad una conoscenza piena di queste melmosità, beneattenti a ritenerne quegli elementi a modo loro- posted by bpz | | commenti (1)
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