buffa persona z

[the aim of literature is the creation of a strange object covered with fur which breaks your heart. d.b.]

martedì, agosto 30, 2005 

[01:02]

beata innocenza!

Dopo tre mesi in cui la sveglia è puntata alle 06:12 - spesso - o alle sette e qualcosa - meno spesso. Torno a Padova dall'ufficio nel Paese dell'Hinterland Vicentino, ed attraverso la città a piedi per andare a far commissioni. Rincaso, sudato come una capra. Mi lavo, mi cambio, mando un paio di mail; in fondo al corridojo, intravedo intanto il Capofamiglia entrare in casa.

Capofamiglia: mangi a casa, stasera?

buffa persona z: no, vado agli spritz.

Mi stendo un minuto ad ascoltare un paio di brani di metal melodico pre-aperitivo, e mi addormento. Mi sveglio venti minuti dopo. Mi alzo disorientato. Spengo il computer, mi metto le scarpe, vado in salotto: ci sono il Capofamiglia e la Signora Madre che stanno cenando. Mi siedo, al mio posto, ed intaglio una pénnola epica di formaggio montano, da me acquistato un paio di settimane fa, presso il luogo di produzione.

Signora Madre: spritz, stasera?

buffa persona z: eh già. La gente torna dalle ferie, tocca andare a bere qualcosa.

Capofamiglia: ma senti: spiegami un pò. Quanto può durare, questa cosa degli spritz - da quando vi trovate, in piazza, fino alla fine?

buffa persona z: mah. Delle ore, anche.

Capofamiglia [fint'esterrefatto]: ow!, addirittura?

buffa persona z: addirittura. Può risultare abbastanza estenuante, alla fine - come ben potete immaginare. Tre, quattro ore così.

Signora Madre: e di cosa parlate, per tutto questo tempo?

buffa persona z: mah, di-

Capofamiglia: e sempre con questo bicchiere in mano.

buffa persona z: chiaro.

Signora Madre: lo stesso? Per tre quattro ore?

buffa persona z: beh, lo stesso - no.

Capofamiglia: ah. Quindi, più di uno spritz?

buffa persona z: magari, sì... qualche volta [sic.]

[in strada, due piani più in basso, passa il carretto di una Sacra Rappresentazione. Sul pianale, un Alchimista à la Ben Johnson, circondato da un Coro d'Osti e Baristi, dà fuoco al contenuto d'un'ampolla, precedentemente riversato sull'assito; sull'ampolla si legge con chiarezza Coscienza di buffa persona z. Il Coro d'Osti e Baristi - suddiviso in due gruppi - intona un crescendo, in contrappunto

Osti e [Baristi]: spritz [spritz] spritz [spritz] Spritz [Spritz] Spritz [Spritz] SPRITZ [SPRITZ] SPRITZ! [SPRITZ!]

Osti e Baristi [tutti]: SPRITZ!

Tonfo secco di grancassa; Alchimista si piega confidenziale verso i fedeli, e declama la morale

Alchimista: non si sa se tutto sanno / o se san di non sapere

I Fedeli applaudono e, alla spicciolata, tornano alle loro umide, scure stamberghe, ed alle loro frugali cene]

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domenica, agosto 28, 2005 

[17:42]

[e così, quindi, anche TRATTATO se ne sta lì - accennato su alcuni fogli, ed in alcuni files, chissà dove ormai]

varie e frammentarie

* A pranzo, nel giardinetto interno di uno dei ristoranti del Paese dell'Hinterland Vicentino - oggi i colleghi sono legione, ché le sovrintendenze premono da tutte le parti per documentazioni, documentazioni, documentazioni, e lo sforzo lavorativo, in ufficio, è notevole. Insomma, a pranzo. Disgraziatamente, Moglie di Archeologo Capellone C ha al seguito - in affido - il cane dei genitori: il Cane Posseduto da Ozzy Osbourne Posseduto dal Maligno T è miniatura, bianco e ricciolissimo, con gli occhi neri da pelouche; la possessione si giustifica col tono ultraterreno del suo latrato. Disgraziatamente, si diceva, questo animale è oggi con noi, perchè nel ristorante gira libera Figlia del Padrone, dieci-undicenne particolarmente pestifera con gli animali - pestifera, ed implacabile.

[già una volta, con Pulchra - il cane dell'Archeologo Capellone C. Figlia del Padrone, mentre noi si mangiava, senza soluzione di continuità: ma perchè questo cane non muove le orecchie? Come si chiama? Posso darle da bere? Adesso vado a prendere una ciotola. Perchè adesso muove la coda? Ad un certo punto Archeologo Capellone C, a pazienza finita, con voce perfettamente attuned all'età dell'interlocutrice, fa: ma, accidenti, quarda che faccia che ha questo cane: si vede benissimo, [insistendo in tono] che ha proprio voglia di andare a dormire in furgone! E così, in un attimo - prima ancora che Figlia del Padrone potesse reagire - Pulchra è stata trascinata nel Bianco Furgone della Ditta]

Ora il Cane Posseduto da Ozzy Osbourne Posseduto dal Maligno T è completamente disorientato, perchè Figlia del Padrone gli gira attorno, tira il guinzaglio - attorcolandolo alle gambe delle sedie - e lo subissa di domande - rivolte a noi, certo, ma fatte ad altezza canina: ma mangia tanto? Davvero mangia così tanto? No dai, è così piccolo! Posso portargli qualcosa da mangiare? No? A impreziosire ulteriormente il tessuto inquisitorio, vari aneddoti, e cazzi suoi; io ho due gatti, sapete? beh - uno è morto. Il cane l'ha mangiato [lo ammetto: qui le abbiamo chiesto: ma dopo che è morto, lo ha mangiato?] Però io non voglio più cani, perchè mangiano i gatti. Adesso mi regalano un pappagallo. Eccetera. Acchè la pazienza di tutti - di colleghi e datori di lavoro e loro mogli e buffe persone e cani di piccola taglia posseduti da cantanti heavy metal posseduti a loro volta da entità sovrannaturali - la pazienza di tutti viene meno. Si tenta in vari modi di farla desistere, di placarla, ma alla fine il risultato non è dei più felici - non solo il Cane Posseduto Eccetera è di minima taglia, e d'aspetto inoffensivo; è anche in preda al panico da accerchiamento, e non capisce più nulla:

Archeologo Capellone C: dai, smetti di giocare col cane. Non sembra, ma è feroce - poi ti morde.

Figlia del Padrone: davvero è feroce?

Archeologo Capellone C [con convinzione]: davvero, sì. Ferocissimo. E' un incrocio tra un pitbull e un cane lu-

Figlia del Padrone: si è incastrato tra due sedie, e non riesce più ad uscire!

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lunedì, agosto 22, 2005 

[23:52]

Lì sul pavimento, contro l'amplificatore della chitarra, c'è il cofanetto della Ricerca del tempo perduto. Se ne sta lì, intoccato - se non per alcune sbirciatine che détti ai primi volumi - se ne sta lì a fare da piedistallo al portatile che mi permette, a sera, quando torno a casa dall'ufficio o dal cantiere o da qualunque altra parte del Veneto centro-settentrionale io abbia passato la giornata - mi permette, questo portatile, di raddoppiare la mia capacità di download, la sera, e la notte, quando più è necessario avere qualcosa di rassicurante, nella propria stanza. [certo due settimane fa io mica ci dormivo, nella stanza dove sono i rassicuranti macchinari, perchè in ogni caso le ventole mi danno fastidio, in fase d'addormentamento] E comunque la Ricerca è solamente un'allegoria di come funzionano le cose, di questi tempi; e allora io sono lì che ribollo, nella mia testa, di cose e pensieri, ed ogni qualvolta prendo in mano una penna, una matita, il quadernetto giallo o il palmare o il portatile o qualunque altro computer, beh - ogni volta è come dare testate e pedate e manate ad una membrana elastica e solidissima e, in definitiva, le cose non escono, o lo fanno filtrate e noiose. E così la lista degli oggetti da comprare per poi finalmente iniziare a fare le Cose se ne sta ad impolverarsi sulla mia scrivania, stratificata di aggiunte e sottolineature ed indirizzi di persone e negozi, titoli di libri ed imprecazioni scarabocchiate. E così le persone mi chiedono cose, ed io dico sì sì ed il Tempo poi passa. E così i libri da studiare se ne stanno lì.

[...]

Alle volte è una questione di attitudine, attraversi l'Altopiano per andare a combinare qualcosa da qualche parte - solitamente, sono commissioni eterogenee e deliranti - ed in piena estate le strade tutte - le più insospettabili ed impercorribili, anche - in estate le strade tutte sono sature di ciclisti tecnicissimi nel loro equipaggiamento: volendo anche escludere il mezzo meccanico, c'è tutta una serie di elementi a comporne il dressage, caschi magliette bottiglie di plastica scarpette tessuti, tutti oggetti dal costo spropositato, ed irrinunciabili. Li vedi pedalare - questi ciclisti - li vedi pedalare con FATICA ASSOLUTA, li vedi digrignare e sforzare e sudare e gemere ed ogni altro verbo porti con se SOFFERENZA e ACIDO LATTICO, li vedi ondeggiare senza effettivo controllo pericolosi verso il centro della strada, verso le tue ruote anteriori consumate ed i tuoi freni non proprio efficienti, oppure verso il muso silente del Bianco Furgone della Ditta. Li maledici, dài di clacson e loro ti sorridono, ti sorridono perchè non si rendono conto, immersi come sono nella FATICA ASSOLUTA e nell'ACIDO LATTICO.

Ecco.

Poi certe volte incontri, sulle stesse strade, la mattina abbastanza presto, incontri dei vecchi su delle bici anteguerra, nere di quel nero opaco ormai perduto - li vedi in giacca e pantalone - e spesso col cappello; li vedi con le guance ed il naso rosso, segno dei primi bianchetti della mattina, perfetti in una rigida postura eretta, li vedi pedalare solidi e costanti, retti nel seguire la loro Via, senza sforzo apparente, alla faccia delle Peggio Pendenze dell'Altopiano.

E' una questione di attitudine.

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venerdì, agosto 12, 2005 

[09:39]

E quind'in questi giorni salgo e scendo dall'Altopiano, e più volte lo attraverso. Mentre curvo, paràbolo e scalo tornanti, tutti gli oggetti che ho sparsi in macchina - son tre settimane che è come fossi fuori casa, e buona parte del mio guardaroba, assieme ad un bel pò di libri ed a vari orpelli informatici e tecnologici, è ad ingombrare sedili e bagagliaio; mentre curvo, paràbolo e scalo tornanti, dicevo, gli oggetti che ho sparsi in macchina rimbalzano violentemente da un parte all'altra; rotolano sotto ai sedili, nei pertugi della struttura del veicolo, in luoghi irraggiungibili e - eventualmente - volano fuori dai finestrini aperti; è questa, pare, la fine che hanno fatto le chiavi dei miei appartamenti - ovvero: le chiavi della roulotte in cui risiedo da un paio di settimane. [a casa dell'Archeologo Capellone C sono ospitate di questi tempi un sacco di persone - lavoranti, coinvolte nel temibile Agosto della Ditta; tra queste persone io, che ho maggiore resistenza al freddo ed all'umidità - e che pratico gli orari notturni meno consoni alla convivenza - sono stato trasferito, appunto, nella roulotte] Non avendo mai perso oggetti, è naturale che, una volta rivoltata la macchina in tutti i versi possibili, io mi senta una merda. La sera me ne sto un pò abbacchiato, e mi rincuora solo in parte l'abile operazione con cui io e l'Archeologo Capellone C s'è scassinato - senza danno - uno dei finestroni della roulotte, riuscendo a penetrarvi e, quindi, ad aprirne la porticina. La mattina dopo, ad ora di colazione, con la gola intrisa di umidità, salgo in casa, ancora un pò mogio per la perdita. Archeologo Capellone C lo incrocio in corridojo:

Archeologo Capellone C [a buffa persona z]: hai avuto gli incubi, stanotte, sulla ricerca delle chiavi?

buffa persona z [sospira]: eh.

Entriamo in cucina, dove già c'è Piccola Disegnatrice A, intenta a disporre tazze e cucchiaini.

Archeologo Capellone C [a Piccola Disegnatrice A]: e tu, hai avuto gli incubi su buffa persona z e la sua ricerca delle chiavi?

Piccola Disegnatrice A: no; ho sognato buffa persona z che entrava nella roulotte dalla finestra, bestemmiando, e fuori i draghi che gli sputavano il fuoco addosso, e tentavano di prenderlo.

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mercoledì, agosto 10, 2005 

[02:27]

[lunedì, in realtà]

Programmo di tornare a casa entro ventiquattr'ore o poco più, per grigliare con gli amici. Mi azzardo allora a lasciare il computer acceso, con abbondante spazio libero nell'hard disk ed una lunga coda a scaricare. Salgo in macchina, vado a prendere la Piccola Disegnatrice A, svolgiamo una commissione in Padova ed imbocchiamo l'autostrada, diretti verso l'Altopiano. Tutto attorno, grossi nuvoli bianchi, ed un evidente fronte freddo in avvicinamento. Espongo alla Piccola Disegnatrice A la Grande Paura dell'Uomo Moderno, e cioè che ti salti il computer durante un temporale per un fulmine, un sovraccarico od un qualunque altro maleficio alla rete elettrica. L'ansia scivola in secondo piano, con gradualità, guidando. Chiacchieriamo, io e la Piccola Disegnatrice A e, fondamentalmente, facciamo conoscenza. Sulla Valdastico pioviggina, a tratti. Il Grappa risplende, investito dal sole.

Ad oriente le nuvole si accumulano sopra il mio quartiere, e cospirano.

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domenica, agosto 07, 2005 

[13:13]

avvertimenti

Quindi un mese fa, più o meno - intorno alla fine di giugno - si è andati per chiudere lo scavo, su in Altopiano: tirare i teli, fermarli con grosse pietre calcaree; ciondolare attorno per controllare la tenuta ed accorgersi che su un masso, giusto al limite dello scavo, sotto alla staccionata, era stata appoggiata una conchiglia, la valva di una grossa cappasanta. Numerosi punti di domanda, su come potesse essere finita lì, questa cappasanta, a novecento-e-più metri sul livello del mare; si è pensato ad una burla, o ad un posacenere portato dai ragazzini dello scavo.

Poi, qualche giorno fa. Metallozzo da Sbozzare A esce dal bàito. Lo incrocio che sta tornando, minuti dopo, e mi fa: hanno aperto lo scavo, mi sa - è meglio se mi dai una mano che lo chiudiamo. Lo scavo in effetti dà l'idea d'esser stato violato - il telone più grande è stato chiaramente spostato per mano umana - no no, non è stato il vento - ed alcune pietre mancano. Richiudiamo, e stavolta trasciniamo dal mucchio della terra di risulta alcune pietre di peso notevole - così, per sicurezza. Poi Metallozzo da Sbozzare, di lontano, mi mostra una cosa che tiene in mano, agitandola, e ridacchiando:

Metallozzo da Sbozzare A: ma buffa persona z: l'avete rimessa qua fuori, la cappasanta che avete trovato, eh?

buffa persona z: no, sai. La cappasanta che abbiamo trovato è dentro, nel bàito.

***

[tornando al bàito]

Metallozzo da Sbozzare A [dubbioso]: ma davvero la prima cappasanta è dentro?

buffa persona z: davvero. Adesso andiamo, e te la faccio vedere.

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giovedì, agosto 04, 2005 

[23:35]

Di come buffa persona z riesce in qualche modo - a forza, ma anche un po' a caso - ad ergersi sopra a quel gran bordello che è alle volte la Vita; di come lo stesso buffa persona z si ripresenta al consorzio civile con i polpacci piú solidi, la barba più incolta e la pancia più da birra, non volendo comunque tralasciare i capelli acconciati a coda. Delle maniere in cui buffa persona z realizza come l'ergersi sia solo, trista intuìta realtà, uno spingere forte per tirare fuori la testa, respirare e farsi un'idea; di come il nostro si ritiene comunque abbastanza soddisfatto di questo.

Ed infatti, rieccomi qua.

[maledizione, a quando la letteratura ammorba i tuoi discorsi seri - maledizione a lei, ed ai settecento-ottocenteschi titoli di capitolo.]

E allora tutti accogliamo TRATTATO, e chi ha occhio limpido e spirito aperto ne trarrà la dovuta sostanza. Chi mostrerà pazienza e lungimiranza, chi sarà disposto a scostare la scorza che TRATTATO predisporrà solcata dai tagli necessari; chi qualcosa chiamerà a percorrere il sentiero che si snoda profondo ed ingannevole nel cuore della foresta; chi non si lascerà intimidire dalle nebbie, e deciderà per quanto dubbioso di cercare nel nìvore làtteo le pagine di TRATTATO umide di goccie spuntare indistinte - TRATTATO è qui per Loro.

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martedì, agosto 02, 2005 

[22:40]

vasi, e tecnofilìa

In Altopiano. Moglie di Archeologo Capellone C e Piccola Disegnatrice A producono vasellame ceramico, in vista di ricostruzioni archeosperimentali di un certo spessore. Sono tentativi prove ed esperimenti - in fondo, l'innovazione culturale deve metterci il suo tempo, a propagarsi; il prodotto del primo calco s'è disfatto, poverino lui, ancora stretto nel caldo abbraccio del gesso. Io e Collega Knopfleriano K ciondoliamo per la sala, tocchiamo in giro, facciamo battute - io e Collega Knopfleriano K rappresentiamo - con diversi gradi di accondiscendenza - la falange digitale e tecnologica della Ditta; io ed Collega Knopfleriano K siamo di ritorno dal Centro Importante dell'Altopiano, dall'aver consegnato in tipografia alcuni pannelli, da un'enoteca. Poi, Piccola Disegnatrice A fa ecco qua, e ci mostra un piccolo bicchiere di ceramica - tolto intatto dallo stampo, poi lisciato, perfetto. Noi tutti, lo si ammira.

Moglie di Archeologo Capellone C: bellissimo. Andrebbe fatto un pò più grande, però.

buffa persona z: e come fate? Rifate lo stampo?

Collega Knopfleriano K: no: fai Seleziona tutto, e poi Ingrandisci del duecento percento. No?

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