buffa persona z

[the aim of literature is the creation of a strange object covered with fur which breaks your heart. d.b.]

venerdì, novembre 20, 2009 

[11:20]

[devo scrivere dieci cartelle entro breve, brevissimo - pena le sgridate, ed'il contravvenire a patti; approfitto di un'ansa di non-lavoro per andare in biblioteca a concentrarmi - io e il mio computerino minuscolo da adolescente-viziata, e musica quieta nel lettore e la bottiglietta d'acqua con la vitamina c dentro. A dire il vero, nell'ansa di cui sopra - come da piena allegoria geomorfologica - ne approfitto anche per impaludarmi nell'a-me consueta dispersione di fermento e idee e tempo e spirito: e invece delle dieci cartelle che avevo da scrivere, vengono fuori dieci cartelle d'altro: di tutt'altro; ed'io che volevo solamente scrivere un post'icino modesto, giusto per riprendere contatto qui nel blog. Epperò questo post'icino è tutto da correggere e integrare e limare e lustrare, per cui nel frattempo:]

nel frattempo, nel mezzo delle rumore delle martellate, a mezza sera, durante la lezione di laboratorio di martellate; La Vèccia Per Eccellenza MG si presenta - vedo con la coda dell'occhio, e origlio al di sopra dei tonfi e dei tintinnìi delle martellate mal-date - la vèccia si presenta a Professor Urside MB e parte con La Richiesta: in bagno ho un armadietto da bagno tot per tot per tot e volevo fare delle formelle di rame a sbalzo smaltate da attaccare sulle ante eccetera; ho portato alcuni disegni per decidere eccetera; e c'è svolgimento di grande copia di foto e fotocopie e schizzi di disegni e decorazioni e motivi e pattern sulla cattedra di Professor Urside MB il quale, 'sendo artigiano e non artista, è in grado di consigliare il fattibile et il didattico ma, forse [lo concedo], non l'appropriato. Così quasi a colpo sicuro blocca lo sfoglìo della vèccia su una composizione classicissima di pomi e frutti. Acché - io come un pianetòide sto seguendo una parabola per il laboratorio in cerca, con gli occhi, di un metro, e mi trovo ora molto vicino alla cattedra - acché La Vèccia Per Eccellenza MG dice Ma come, ma è per il bagno: vuoi che metto la frutta in bagno? Ci vuole qualcosa di più appropriato-

buffa persona z [pensando a voce alta, ma ad'un volume mal-calcolato]: e allora, fa una composizione di saponette e spruzzetti per il sapone e stronzi, no?

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lunedì, novembre 09, 2009 

[00:33]

ma dai cazzo!, se non ci fosse la rassicurante catena corta dell'etanolo a fornirci con costanza diletto e rocàmbola e pìrole delle più diverse: mentali, e non-

1.

così come già notato io e Mio Flemmatico Laureando C siamo lì che lavoriamo alacremente, io al computer grosso a dar giù di grafica, lui al portatile a trascrivere il più fedelmente possibile le costruzioni dettate di Ingombrante Datore di Lavoro B. D'un tratto le concatenazioni logiche farfugliate si interrompono: ma per pochissimo, giusto una lieve discontinuità nel flusso. Pochi brevi rumori smorzati, intanto. Tiriamo su la testa dai monitor: Ingombrante Datore di Lavoro B ha tirato fuori dallo stipo degli alcolici la Vecchiaromagna d'emergenza - essendo il suo amatissimo Fernet finito il giorno prima - e ne sta bevendo da un bicchiere di plastica; e col suo solito tono da devo-essere-il-primo, ci fa: Beh io ho già cominciato a bere. Volete il digestivo?

2. Frattanto io seguo per la rete le notabili istorie delle bevande spiritose; e arrivo così a stanare la variante est-europea del Fernet: il Fernet Citrus. Qualche giorno dopo, in chat, Spesso Empatico A mi dice che se di nascosto, in ufficio, sostituissi al comune Fernet [quaranta gradi] il Fernet Citrus [dieci gradi in meno], Ingombrante Datore di Lavoro B ne morirebbe: all'istante.

3. Piccola Biologa C mi dice che Professore degli Strani Mosaici S - il quale, incidentalmente, è anche l'unica figura di GIOIELLO CONTEMPORANEO che sento come guida, guru e motivatore; Piccola Biologa C mi dice che Professore degli Strani Mosaici S continua a menzionare la mia genialità di orafo contemporaneo*; mi dice anche che l'ultima volta gliel'ha detto da ubriaco, alle due di notte, poco prima di costringerla a guardare una registrazione in videocassetta di una conferenza di fisica [sic.]. Acché io le ho detto Considerati dimolto fortunata: a me di notte obbligava a giocare a scacchi, ed eravamo entrambi così ubriachi da non capirci a vicenda.

4. così come già notato io e Mio Flemmatico Laureando C siamo lì che lavoriamo alacremente, io al computer grosso a dar giù di grafica, lui al portatile a trascrivere il più fedelmente possibile le costruzioni dettate di Ingombrante Datore di Lavoro B. D'un tratto le concatenazioni logiche farfugliate si interrompono. Un solo breve rumore, appena smorzato. Poi, il silenzio. Alziamo la testa dai monitor: Ingombrante Datore di Lavoro B ha aperto l'anta sbagliata dello stipo degli alcolici, e sta fissando la mensola che dovrebbe essere quella delle bottiglie. Dice: non mi direte che è finito tutto, e dobbiamo cominciare a bere questo?, e indica il flacone rosissimo dell'alcool denaturato-

* boh.

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mercoledì, novembre 04, 2009 

[00:52]

[e quella cosa di ieri, tutto che diventa materiale eccetera. Dovrei essere qui a sviluppare e specificare la tesi di cui, appunto, sopra; e invece: Questo ségnatelo!: devi Segnartelo! Sono lì inangolato in ufficio a tramestare un po' agitato in cad - i tempi stretti, i file che non si trovano, le cappelle fatte in scavo - e dietro di me c'è Ingombrante Datore di Lavoro B carico di Fernet che costruisce parola per parola una relazione di scavo più-o-meno dettàndola a Mio Flemmatico Laureando C; e mentre Ingombrante Datore di Lavoro B fernetticante cammina a forti scarti di direzione per l'ufficio - attorno al tavolo e dentro di qua e giù di là - tocchicchiando in giro le cose e alle volte rovesciandole-: durante questo fluire inarrestabile e omnidirezionale insomma Mio Flemmatico Laureando C al portatile tenta di trascrivere le frasi smozzicate e in continua evoluzione; e io mentre sto confrontando due stampe sento Ingombrante Datore di Lavoro B dire:

Ingombrante Datore di Lavoro B: [...] paleo, pedo: genesi- Ma no, ma no: troppo complesso! Se scriviamo paleopedogenesi la Importante Figura Burocratica E si ferma a grattarsi la testa, poi entra nella gabbia e bacia il babbuino.

Mio Flemmatico Laureando C: ...

Ingombrante Datore di Lavoro B: hai presente, no?]

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lunedì, novembre 02, 2009 

[22:48]

buffa persona z contro le crepe sul soffitto

dolcetto o spritzetto

sistemando debiti [quelli piacevoli, però]

[...] così. Così potenzialmente mi sto riempendo di materiale; il filtro credo-innato che mi permette di leggere e amplificare e distorcere le bizzarrìe della realtà circostante sembra funzionare a pieno ritmo, di questi tempi, e mentre le persone mi parlano - o mi camminano accanto chiacchierando; od anche mentre guardo un po' perso dal finestrino dell'autobus, dalla macchina o dalla finestra di casa, ascoltando musica e tamburellicchiando con l'indice della mano destra- insomma: mi si materializzano davanti agli occhi resoconti movimentatissimi, aneddoti già rielaborati e raccontati, buffezze, stranezze. Tutto sembra poter diventare materiale per racconti - non solo: sembra poter diventare materiale per illustrazioni, per audiovisivi, per GIOIELLO CONTEMPORANEO; tutto può da un momento all'altro farmi comparire di tra i piedi una sensazione tangibile abbastanza da tirarmi l'orlo delle brache e dirmi con chiarezza Questo segnatelo!: devi segnartelo! Come l'altro giorno: ero a pranzo con Piccola Disegnatrice A al cinese del centro e lei mi raccontava cose, e mentre cincischiavo con le bacchette le pozzétte di salsa di soja sul piatto vuotato automaticamente mi si prospettavano delle cose di parole e disegni in tableaux bén definiti che avean'a-che-fare con padri che rimpiccioliscono, compagnie di danza che vengono rubate, uomini che per lavoro si travestono da scorpioni, eccetera [questo era un appunto personale, lo ammetto].

Poi accade in-the-meantime che l'inerzia, gli scossoni della vita, il lavoro, gli scazzi, le crepe sul soffitto, altri scazzi e una generale scarsa convinzione a riguardo del senso della vita fa sì ch'io non appunti quasi nulla, di tutto questo bén-di-dio, ne' quadernetti colorati: od anche su altri seppur più volatili supporti.

A questa mia ammissione, tutti di solito sbuffano dispiaciuti.

[ma ancora nello stesso tempo, però, per-fortuna agisce la natural'opera di sedimentazione interiore; ed'io son' qui che mi lascio a-corpo-morto imbibire, saturare e, in fine, sedimentare dentro. Ancora con Piccola Disegnatrice A: stavolta in biblioteca - a italianistica. Recupero un volume che tempo addietro non avevo potuto finire [e ora mi servirebbe l'averlo finito], poi dico a Piccola Disegnatrice A: Butta un occhio in giro: se vedi un titolo bizzarramente degno di nota, lo prendo. Acché lei ne individua uno - di titolo bizzarro - ed'io lo prendo a prestito. Due giorni dopo, a casa, lo sfoglicchio per la prima volta un po': e scopro essere l'opra poetica d'un leguleio secentesco che s'è preso la briga di scrivere quattrocento sonetti solamente per dare del coglione a'un collega avvocato. Imperdibile.]

~ continua

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domenica, ottobre 25, 2009 

[23:40]

[ancora! un veloce excursus de' miei status su fb; con commenti basati su attuali stati d'animo e recenti valutazioni e susseguenti scelte]

buffa persona z, in vista di venerdì. Smontare amplificatori e pulire potenziometri con attenzione e prodotti - rimuovere grumi e colli-di-bottiglia metaforici [mi piace clogs] ch'eran' lì da un lustro di pigrizia. Tarare il ponte con Precisione et Amore; verificare, accordare bene. Scrivere infine quegli assoli: provarli e riprovarli e limicchiarli eccetera. Credi di poterlo dire, nella tua vita, Massì: non suono più. Non si può. [15 settembre. E' vero e non è vero, che non puoi dire Massì non suono più. Di recente, ad esempio - ieri: ieri me ne sono uscito un po' a malincuore - dopo una settimana di ponderazione gravosa e per-niente-facile - me ne sono uscito dal gruppo che questo et altri poetici status ha ispirato. Ma, come si vedrà più avanti, il Tempo è poco, di-fortuna, spesso malgestito. Cfr. più avanti.]

buffa persona z [...] che tutto vada bene che tutto si senta che gli strumenti si pòssan discernere che guasti tecnici non ve ne siano; ch'io possa mantenere Equilibrio punteggiato da picchi stupefacenti od buffi; ch'io parimenti non cada nella desmezura, o nella desmezura perché non si sente bene e bla-bla-bla. E che vi sia presente in grande copia et in-occupato il Motore Primo delle Arti [non è il Bisogno di Esprimersi]. [18 settembre. Le paure del musico, ne' ricordi di carriere passate.]

buffa persona z / prima accordatura del [non poi così] fragile corpo umano che mi porta in giro: prove diverse. Dormire. Non dormire. Svegliarsi prima e poltrire - svegliarsi a-ridosso. Sostanze buffe, sostanze toniche; nessuna sostanza. Mangiare, non mangiare [prima, dopo, presto, tardi, a caso]. Leggere in autobus: o ascoltare musica spensierata [?]. Festini e chiacchiere vs. casa e Gioco delle Arti o Belle Lettere. Improvvisazione. [22 settembre. Il concerto poi è andato dimolto bene. Stupisco invece, a ogni nuovo status, di chi commenta cosa: t'aspetteresti invece che le classificazioni che hai fatto delle persone avessero a funzionare infallibili-]

buffa persona z / nel tardo pomeriggio del venerdì, quando le antenne delle persone le supponi già distolte. Spendo in un'unica soluzione seimila [!] euro per la mia attività lavorativa. Ma mentre torno verso casa, con gli scatoloni nel bagagliaio, mi chiama il commercialista: Senti, ma - mi dice: cosa stai facendo? Non starai mica combinando delle cazzate, eh? [2 ottobre. Cfr. qualche post indietro.]

buffa persona z / "[...] la pizza in stazione è finita e le uniche cose che ho con me da leggere sono antiche quartine persiane che parlano di vino e scopare e moriremo-tutti-quindi-tanto-vale-bere-vino-fino-a-ubriacarsi,-e-scopare; che, potendo, sembra essere nella Vita un interessante, condivisibile portamento." [6 ottobre. [Auto]Citarsi addosso [cit.].]

buffa persona z si sveglia alle 5:30 da una settimana. Oggi quattro ore di autocad, quattro ore di badile sotto al sole e contro un vento gradasso. In corriera, scrivere. Scuola: qualche colpo di lima, due ore di martello su l'infernale ottone da un millimetro, progettazione con squadrette e pastelli. A casa il minestrone, qualche mail, due dettagli di lavoro, autogratificazione. Manca nella vita ultimamente lo Spazio di Manovra. [13 ottobre. Lavoro al concetto di Spazio di Manovra; a distanza di settimane, scopro d'essermene affezionato.]

buffa persona z / stamane alle nove in cantiere è piovuto ghiaccio. Dopo due ore si stava in maglietta e kefia, e lo scavo s'asciugava in fretta abbastanza. Nel pomeriggio si gelava - e il vento gradasso. Se questi sono i side-effects del riscaldamento globale - beh: lo voglio: è fighissimo, imprevedibile, adrenalinico. [13 ottobre. Altre avventure dal cantiere infernale: e di scenette ed episodi ne ho accumulati a quintali.]

buffa persona z / in skype l'ho chiamata Settimana-del-cazzo, mio cugino Settimana-della-consapevolezza; fattostà che guardando le crepe sul soffitto e sprecando tempo e meandrando inutilmente e trascurando e cazzeggiando e cazzeggicchiando realizzi in fine che, forse, ohimè - è duro ammetterlo - forse proprio TUTTO non lo puoi fare, non lo puoi seguire. [22 ottobre. Appunto: fasi di quella riflessione sul tempo cui accennavo ad'inizio post.]

buffa persona z / eppure l'ardua combinazione di una precisa soddisfazione della fame nervosa - né troppo da onnubilare, né troppo poco da lasciar incompleto; di un libro ispirévole preso a prestito; di un lavoro d'arte riuscito; e di alcune birre con persone bizzarre all'ora giusta: tuttosommato puoi rientrare abbastanza spavaldo nel dominio di creatività e fermento: co' pastellétti e chine e schizzi e quadernetti e bulini e, e, e- [23 ottobre. Continua-]

buffa persona z / con questa leggera intossicazione - che rende tutto vagamente più geometrico [non è dichiarazione di semplificazione: il mio docente di lab.di.dis.geom. aveva aperto difronte a me piani grafici bén più complessi] - gli schizzi di GIOIELLO CONTEMPORANEO che ho fatto nel pomeriggio - pastello, china nera a pennino, acrilico direttamente dalla bocca del tubetto - pàion' belli, funzionali- [24 ottobre. E anche questo ne fa parte.]

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mercoledì, ottobre 21, 2009 

[12:46]

una settimana d'intervallo! ne La settimana per pochi - le settimane in realtà sono due: merda!

[e quindi le settimane non sono neancora- oh no!: OH, NO!]

venerdì scorso, metà pomeriggio, al telefono; io, nel mezzo del mio campo di colza, somewhere fuori dalle mura di M***.

buffa persona z: allora domani Bologna. A che ora?

Radiologa di Lavorare-Stanca S: mah, come preferisci.

buffa persona z: facciamo nel dopopranzo? - le tre, qualcosa del genere?

Radiologa di Lavorare-Stanca S: perfetto. Perché volevo pranzare con i miei, che non mi capita spesso.

buffa persona z: ed'io posso dormire: che, in effetti, non mi capita spesso-

[così, pour parler: sono carico, gonfio di aneddoti, dialoghi, cose-da-dire. Quadernetti nuovamente saturi d'inchiostro - di un blu atipico, tral'altro, perché le penne nere mi s'esauriscon' in momenti et lochi strani della giornata. E s'ammonticchiano attorno anche le Cose da fare - le Intraprese degne d'esser'affrontate, intendo; eppure v'è un'uggia oggi che mi preme alla testa così forte da obbligarmi a tenere la berretta di lana nera anche qui, in casa: mah.]

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martedì, ottobre 20, 2009 

[01:49]

[...] e tutto esige attenzione - urla, dispera attenzione. Tutto, tutti: gli oggetti, anche: i quali usan' non lasciarti in pace, mai. E chiedono, esigono attenzione quindi gli attrezzi giù in cantina, che aspettano d'esser'oliati, per essere ad infinitum preservati dalle ruggini [amen]; e chiedono attenzione i bulini, che devon'essere passati sulla pietra a olio ogni pochi colpi: per portarli con amore e costanza alla loro micidiale affilatezza clinica. Ed esigono attenzione i pezzi che ho fatto in due anni di scuola, e che miserevolmente se ne ossidano via all'aria posati semi-dimenticati sui sottili spazi quasi bidimensionali tra i libri e l'orlo di scaffali e ripiani, in camera mia: senza protezione o cura alcuna. E richiede attenzione e vibrazioni e affetto la chitarra, che altrimenti non ha semplicemente senso [e prende polvere per-il-cazzo]. E la crassula in un inizio d'aggrinzimento richiede attenzione, domanda d'essere immersa in acqua per assorbire e poi, quindi, passar l'inverno con agio et in salute. E richiede attenzione anche il foglio bianco, a scuola il lunedì sera; perché se quando guardo i compagni per vedere cosa stanno combinando incrocio PER CASO certe angolazioni di Mia Nuova Insegnante Preferita P - quelle stesse che m'hanno obliato per tutta la durata della lezione sulla prospettiva, tempo fa, e difatti con la prospettiva sono ancora un po' goffo; ma: non ci si curva, non si estroflette così, per corregger disegni, maledizione- E se insomma non dai attenzione al foglio bianco poi le copie delle statue rinascimentali - co' loro ciuffi caratteristici, co' loro laccetti né' capelli - se insomma non stai attento le copie delle statue prendono quest'espressione stronza, furbetta: stronza; e ti guardano con ammonizione, detestabili [...]

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mercoledì, ottobre 14, 2009 

[00:02]

la settimana per pochi [le settimane in realtà sono due: merda!], 5

[per tenerne viva la memoria; cfr. pochi giorni fa.]

così poco dopo le otto sullo scavo si presenta anche Archeologo Romagna E. Due minuti, e arriva anche Ingombrante Datore di Lavoro B. C'è un po' di battibecco attorno a una macchina fotografica che servirebbe ma non c'è, e quindi

Ingombrante Datore di Lavoro B: [...] oppure, usa la tua personale. Mica si consuma.

Archeologo Romagna E: ma, Ingombrante Datore di Lavoro B, io non ce l'ho una digitale.

Ingombrante Datore di Lavoro B: ma come!, di questi tempi che tutti si fotografano anche IL CULO: compratene una, cazzo.

E va, con giusto un accenno di stizza, verso scavo e ruspa.

Ma come, mi fa Archeologo Romagna E, con un filo di voce: se non ho neanche i soldi per piangere-

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martedì, ottobre 13, 2009 

[00:10]

la settimana per pochi [le settimane in realtà sono due: merda!], 4

è che tentavo di nasconderlo prima di tutto a me stesso, che le settimane sarebbero state due [e speriamo non due-e-mezzo, o tre addirittura]: perché quando esci di casa alle sei di mattina, e in casa ci torni alle undici e mezza di sera, lo Spazio di Manovra della tua vita diventa troppo ristretto, dannazione.

E tanto forti son state credo le mie suppliche, venerdì notte, in quella specie di'incoscenza debilitata che m'ha in qualche modo avvicinato alla divinità - che la mattina del sabato, piòvve: con abbondanza e mio gran diletto; ed inotlre la telefonata del non-si-fa-nulla di Ingombrante Datore di Lavoro B arrivò sì, che già s'era - io e Mio Flemmatico Laureando C - già s'era alla fermata della corriera: ma la corriera avea'ancora da'arrivare: e potemmo giojosi lasciarla accelerare oltre, in nuvolétte di scarichi. Altrimenti il mio sabato mattina sarebbe trascorso in un campo di colza appena spuntata, a dar di zappetta e badile negli scassi lasciati da una ruspa: maledicendo mezzi pubblici che m'avrebbero riportato a casa troppo tardi, poi: con lentezza e fermate imbarazzanti.

[venerdì, a pranzo:

Ingombrante Datore di Lavoro B: meglio se siamo tutti e tre, domani mattina-

Io impietrisco: raggelo così tanto che si freddano le fettuccine co' gamberetti nel piatto.

Ingombrante Datore di Lavoro B [se ne accorge]: se uno può, comunque. Lo capisco anch'io, che uno il sabato vorrebbe farsi le cose sue: o andare a figa. E' giusto, che uno il sabato vada a figa.

Ingannevoli più di ogni altra cosa sono i sessantenni, qualche volta.]

E misero fu il prezzo a pagare perché il mio desiderio venisse esaudito: solo dovetti sorbirmi - tornato a casa, cincischiati alcuni paragrafétti di Arbasino, crollato miserevolmente sul letto - solo dovetti sorbirmi un bizzarro e incasinato e portator'-di-turbamento sogno che aveva a che fare con La Buon'Anima Della Mia Ex C.

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domenica, ottobre 11, 2009 

[23:35]

[...] e leggermente intossicati dai pochi funghetti saliamo, chiacchierando: fuori infine da una mulattiera stracciacazzi pendentissima e pavimentata di cemento in quadrati regolari, dentro al bosco per un attimo e poi giù in un piccolo svaso attraversato da un torrentèllo e infine nel sole, finalmente, poco sopra i prati roridi ai quali ambiamo. Ma prima si vuole arrivare al rifugio - ne imbocchiamo quindi la via d'accesso, un erpicamento zigzagòide e ondeggiante: e Il Giovane Bagarello M a un certo punto esce dallo scetticismo pre-fungino e mi chiede E le gambe? Le gambe molli, gli dico io, e lui comincia a maledirmi, Ma ti pare che si possa fare così, già è una salita impegnativa, mancavano proprio i tuoi funghetti del cazzo!, e io gli chiedo se non sente già anche il ghigno e sì, il ghigno lo sente eccome, ne ha male ai muscoli della faccia: ma il boresso, non c'è ancora. Finito di zigzagare ci siamo trovati a una ventina di metri dalla terrazza del rifugio: gremita di gente, malefizio. Ci siamo fermati a distanza di sicurezza per avere il tempo di darci un contegno. Guardando le persone Il Giovane Bagarello M ha fatto un'osservazione, io ho risposto con una cazzata e siamo esplosi nella ridarola. Abbiamo convenuto essere il caso d'attraversar la folla il più in fretta possibile, per perdersi quindi quanto prima tra' prati dietro o più su, anche, verso la forcella. Così passiamo il cancelletto della terrazza del bivacco, io mormoro dei Buongiorno e dei Salam Aleikum in giro [perché ho kefia e barbona e baffi, e Vollmann mi assicura che gli afgani del Nuristan sono anche piuttosto chiari, di carnagione, cfr. Afghanistan Picture Show], e lancio gli occhi in un sacco di direzioni nello stesso tempo. Il Giovane Bagarello M camminando si fissa a guardare due bocchioni* che si stanno pugnando a vicenda, più o meno: un ragazzotto in maglietta arancione e un pischello magrolino che fondamentalmente se le sta prendendo; siamo quasi fuori dalla terrazza e dal pericolo di sgammo ma Il Giovane Bagarello M a voce distinta fa Senti ma gli stai dando pugni lentamente perché sono io che ti vedo al ralenti, oppure ti muovi così perché sei un bambino ciccione?

Tutta la terrazza zittisce, e si volta verso di noi.

***

Tre quattro ore dopo siamo ancora sui quadrelli di cemento - che scendiamo, stavolta; e chiacchieriamo, ma nel frattempo io sto pensando a impegnativi, complessi, tortuosi cazzi-miei. A sinistra s'intravede ogni tanto il solco principale della valle, profondissimo, e gli alberi fremono nel raffreddarsi dell'aria delle tre del pomeriggio: abbiamo appena superato un gruppo di escursionisti, Il Giovane Bagarello M mi sta raccontando che a sedici anni ha letto Il Signore degli Anelli, o Lo Hobbit, e mi ha appena detto Perché avevo preso la varicella-, e io gli chiedo Ma avevi preso la varicella leggendo Il Signore degli Anelli?, e sto per mettermi a ridere alla scena de Il Giovane Bagarello M che apre Tolkien e le pallette rosse della varicella ne saltano fuori e gli si attaccano alla faccia, e per un attimo - per l'ultimo attimo di fronte a noi è apparso il sole e gli alberi lungo la mulattiera e lo spicchio di cielo e l'aria davanti - tutto ha preso un colore e una trasparenza che io ho pensato, Cazzo, è dio**,***; ed è durato pochissimo. 

* giovinetti.

** Bellissimo! Dio! E' dio!, Vedo dio! [cit. da cento punti: ma il tono è proprio quello, con precisione]

** in una accezione panteistica, naturalistica, à la Emerson, boh.

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